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Probabilmente l’unica vera tendenza artistica di questo millennio che parla il linguaggio del suo tempo, la Cryptoart nasce strettamente legata alla tecnologia Blockchain che consente ai nuovi linguaggi espressivi digitali di avere un mercato veloce, pulsante, tailor made sulla nuova generazione di collezionisti, i cosiddetti Millenials.

Il Siluriano Digitale

Nel gennaio 2018 il CryptoGuru Jason Bailey, in un illuminante articolo su Artnome definisce molto bene i parametri (aperti e variabili) della Cryptoart: Digitally Native, Geographically Agnostic, Democratic/Permissionless, Decentralized, Anonymous, Memetic, Self-Referential, CryptoPatrons, Pro-Artist, Dankness.

Per una loro precisa definizione leggi l’articolo su Artnome, se invece ti fidi della tua istintuale comprensione delle cose prosegui velocemente oltre.

Noi di Hackatao, in quanto artisti già di nostro Decentralized, ci siamo riconosciuti in questi parametri tanto da contattare Jason Bailey per condividerne l’entusiasmo. Il suo apprezzamento verso la nostra arte ci ha portato improvvisamente, dai margini del bosco carnico dove viviamo (fully decentralized), nel pieno frenetico turbine della Cryptoart.

E così immagino per altri artisti come noi incuriositi dalle potenzialità della tecnologia blockchain che ora alimentano questo habitat in un pullulare generativo che non si vedeva dai tempi del Siluriano.

Girl Next Door – la prima GIF animata tokenizzata da Hackatao il 19 Aprile 2018.

Il cambio di paradigma

Se fino a qualche mese fa un artista che creava opere digitali aveva ben poche possibilità di metterle sul mercato, per l’ovvio motivo della loro infinita riproducibilità, oggi con la Blockchain si crea un punto fisso certo e certificato che consente all’opera di acquisire un valore scambiabile. L’opera rimane comunque riproducibile all’infinito, sempre visibile a tutti, ma solo un collezionista possiede quello che l’artista definirà l’originale, l’opera tokenizzata, il super rare artwork che fa sbavare il collezionista come una lumaca su una foglia d’insalata. Ovviamente il collezionista deve entrare nell’ottica di possedere un’opera digitale e non un oggetto fisico da appendere al muro. Un concetto molto più comprensibile ai Millenials che alla generazione dei Boomers ancora legata al materico, al peso, alla palpabilità di un’opera.

Nella storia dell’arte, così come nella scienza, a supportare i movimenti nascenti sono i giovani (anche solo inside) e lungimiranti visionari collezionisti e non la vecchia generazione ferma al paradigma precedente.

In sostanza – non tangibile – con Cryptoart si intende un’opera d’arte digitale resa rara grazie alla blockchain che consente di tokenizzare un’opera, quindi certificare quell’opera come unica, attribuirle un valore per scambiarla come bene digitale limitato. E parafrasando Andy Warhol:

Un’opera non è d’Arte finché non viene venduta.

Da qui il fenomeno CryptoKitties e Rare Pepe Wallet, su cui troverete un po’ di risorse a fine articolo!

Big CryptoBang Art!

Inoltrandoci in questo CryptoMondo siamo entrati in contatto con i ragazzi di SuperRare.co, una delle principali piattaforme di Cryptoart nate nei primi mesi del 2018. Abbiamo avuto l’onore di iniziare la nostra avvventura in Aprile, con il lancio della versione Beta di SuperRare come artisti in evidenza insieme a Robbie Barrat (Dr. Beef), Xcopy e pochi altri. Siamo stati quindi i primi artisti italiani e tra i primi al mondo a tokenizzare e vendere le nostre opere digitali via Blockchain Ethereum. L’apprezzamento della nostra arte nel nuovo mercato è stato immediato, in pochi giorni le nostre opere sono state vendute alimentando così il nostro entusiasmo. Un risultato interessante considerando che, rispetto al mercato tradizionale dell’arte (italiana) dove siamo abbastanza conosciuti e quotati, qui eravamo dei perfetti sconosciuti.

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AI Generated Nude Portrait #4 by Robbie Barrat

Nei mesi successivi si sono attivate altre piattaforme e la nostra collaborazione è proseguita anche con loro. Conosciamole meglio nel dettaglio considerando che sono ancora in fase Beta.

SuperRare, KnowOrigin e RareArt

Si presentano come delle vere e proprie gallerie d’arte digitale, come le gallerie tradizionali, selezionano gli artisti della loro scuderia. Per tutte le piattaforme i Token sono ERC721, Non-Fungible Token (NFT), unico e indivisibile, scambiabile e tracciabile, portatore di specifici metadati che consentono di risalire a chi lo ha creato e al suo proprietario.

SuperRare.co è dedicata alle opere uniche (inizialmente anche ai multipli ma successivamente ha deciso di dedicarsi all’unicità). È la sola piattaforma che consente un’asta continua delle opere e sta creando una community molto forte e un’attività movimentata che piace molto al collezionista.

Facciamo un esempio dal punto di vista dell’artista!

Tokenizzo un’opera. Quest’opera sarà immediatamente acquistabile al prezzo impostato dall’artista oppure il collezionista potrà piazzare un’offerta (bid), starà poi all’artista la decisione di accettarla o meno. Una volta fatto l’acquisto il token dell’opera viene trasferito nel wallet del collezionista rimanendo visibile sulla piattaforma e potrà ricevere altre offerte da altri collezionisti. Questo permette di mantenere il mercato secondario molto dinamico, inoltre all’artista creatore dell’opera, ad ogni passaggio secondario, viene riconosciuta una percentuale del 10%.

Il collezionista può anche decidere di uscire dal circuito SuperRare e scambiare l’opera su altri canali come Rarebits e OpenSea. La fuoriuscita dalla piattaforma SuperRare del token farà perdere all’artista la percentuale sul mercato secondario.

Su SuperRare troverete dei prezzi delle opere superiori alle altre piattaforme, considerate che sono opere uniche e non multipli.

Tra gli astisti da tenere d’occhio, oltre ad Hackatao :), Robbie Barrat con le sue opere realizzate tramite Intelligenza Artificiale, Xcopy con la sua Glitch art, Kryptocromo, van Pindar e tanti altri.

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Loading New Conflict… Redux 1 by Xcopy

KnownOrigin è una piattaforma di Manchester, con una buona selezione di artisti per lo più europei. Qui è più facile trovare opere abbordabili, perché multipli, per iniziare la tua collezione di Cryptoart. Non è previsto un mercato secondario, ma il token può essere scambiabile su Rarebits e OpenSea. Interessante sarà seguire il loro sviluppo futuro perché sembra siano intenzionati ad aprire delle gallerie fisiche (forse ad Amsterdam?) in cui allestire mostre di Cryptoart. Un’altra interessante funzionalità è la possibilità di scaricare l’opera in alta risoluzione per la stampa.

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They Live by Hackatao

RareArt. La versione beta della piattaforma è stata lanciata da poco. Anche Rareart punta sui multipli. Ha un’ottima selezione di arte digitale, con artisti interessanti da seguire. Anche qui abbiamo la possibilità di acquisto diretto o di fare un’offerta. Le opere sono divise per sezioni, Interessante la presenza della fotografia in quanto la tecnologia Blockchain potrebbe attirare molti artisti fotografi e dare una svolta per il loro mercato.

La collezione

I wallet attraverso cui puoi collezione CryptoArt sono diversi, io principalmente uso Metamask e Toshi.

Una volta acquistato, il token viene trasferito nel tuo wallet, potrai vederlo e scambiarlo su SuperRare (se l’acquisto lo hai effettuato là) oppure su altre piattaforme come OpenSea e Rarebits. Un’altra piattaforma interessante per organizzare la propria collezione, accedendo con il proprio wallet è nifty.gallery.

Una interessante nascente piattaforma che oserei definire come la naturale evoluzione di una tradizionale casa d’asta è portion.io dove sarà possibile partecipare all’asta di token rappresentati sia opere fisiche che digitali.

Per chi invece volesse portarsi a casa il token rappresentante una frazione di un’opera di Andy Warhol c’è maecenas.co

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Andy Warhol, 14 Small Electric Chairs (1980), 202.5 x 81.8 cm

Perché collezionare CryptoArt?

Perché è l’arte della nostra generazione, si esprime attraverso i nostri linguaggi che approfondisce, mette in discussione e rielabora in arte.

L’idea di possedere delle opere digitali di questa nuova generazione ha contaminato anche noi. La soddisfazione di possedere delle opere uniche, facilmente scambiabili ci ha spinto ad investire in questo nuovo movimento.

Ho usato la parola investire con la consapevolezza che l’arte non è unicamente il linguaggio che veicola la cultura di un preciso momento storico ma anche un asset finanziario, lo è stata nel passato e lo sarà sempre di più nel futuro. E lo sarà a modo “nostro” grazie a Blockchain e ai Non-Fungible Tokens che apportano un vero e proprio “upgrade” alla figura del collezionista classico.

Proviamo a pensare ai grandi collezionisti di arte concettuale o della pop art dello scorso secolo che hanno saputo guardare oltre il loro tempo e acquistare, alla nascita di questi movimenti, opere per pochi dollari che oggi valgono milioni.

La nostra personale esperienza, di questi primi mesi, nel mondo della Cryptoart, è decisamente esaltante. Il fermento artistico e innovativo che sta avvenendo è forse paragonabile a quello del Dadaismo dei primi del novecento segnato da un incredibile scambio di idee tra artisti, collezionisti, galleristi digitali, programmatori, sperimentatori, visionari.

Esserci ora significa prendere parte alla definizione di un nuovo paradigma culturale, essere artefici del nostro tempo.

cryptoart blockchain hackatao
What is Cryptoart by Hackatao

Hackatao Website: podmork.com

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Resources:

Artnome – Blockchain Art Market

Artnome – CryptoArt

Wired – Cryptokitties

Hackatao
Autore

Hackatao è un duo artistico (Sergio Scalet e Nadia Squarci) attivo sulla scena artistica italiana e internazionale dal 2007. Conosciuti per le loro sculture Podmork e per alcune delle copertine dell'agenda Comix. Recentemente, il loro innato spirito esplorativo li ha portati nel frenetico mondo della Cryptoart, tanto da essere i primi artisti italiani a tokenizzare e a scambiare opere digitali su Blockchain.

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