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Nell’arco del 2017 le ICO sono state molto probabilmente il trend più importante del mondo delle criptovalute. Nel 2018 però, nonostante la continua crescita di queste ultime, l’acronimo è stato inserito nel regno degli innominabili, un posto normalmente riservato alle parole più offensive e al nome dell’antagonista di Harry Potter, Voldemort.

In molti ambienti infatti “ICO” è diventata quasi una parolaccia. Al suo posto sono arrivate una serie di alternative creative, ciascuna progettata per migliorare il modello e la nomenclatura della tanto decantata Initial Coin Offering.

Le ICO sono già vecchie

Ogni volta che emerge un nuovo movimento musicale, che sia punk, nu-metal o hip-hop, i  fan e le band interne al genere si affrettano a prendere le distanze dallo tesso. Qualcosa di simile è successo alle ICO: tutti quanti ci sono dentro, ma nessuno vuole ammettere di esserci.
Oggi possiamo assistere al divertente spettacolo di progetti che nominano la propria ICO come un “evento di generazione di token” ed altri eufemismi.

Questa corsa alle nomenclature alternative è un semplice tentativo di evitare ripercussioni legali future.

Non puoi farci pagare una sanzione per una ICO non registrata se non la chiamiamo ICO!

Altre volte è invece un tentativo per evitare di essere accomunato alle centinaia di ICO scam che hanno rovinato la reputazione a tutti. Poi ci sono crowdsale il cui nome alternativo riflette un genuino desiderio di fornire un mezzo non convenzionale per raccogliere capitali in cui tutti possano prendere una fetta della torta.

L’articolo di oggi tratterà 6 alternative alle vecchie ed abusate ICO.

STO

dexfreight logoUna Security Token Offering (STO) è, per semplificare, una ICO completamente regolamentata ed approvata con la benedizione della SEC, ovvero la Securities and Exchange Commission Americana. Le Security Token Offering sono classificate in vari tipi, tra cui Reg D (aperte solo agli investitori istituzionali) e Reg S, ovvero per le STO che si svolgono in un paese al di fuori degli Stati Uniti. Il Santo Graal per le aziende che lanciano una STO è Reg A+, in quanto consente agli investitori retail di partecipare. Diversi progetti, tra cui Gab.aiKnowbella e dexFreight sono in attesa dell’approvazione Reg A+ da parte della SEC.

IICO

kleros logoLa Interactive Initial Coin Offering (IICO) è stata inizialmente proposta in un documento di Vitalik Buterin come un modello più equo di ICO. È progettata per prevenire il tipo di FOMO e le guerre di gas (ovvero le ‘commissioni’ per i miner da inserire in ogni transazioni Ethereum) che possono portare le balene ad accaparrarsi tutti i token e spremendo gli investitori più umili. Nella recente ICO di Fantom, ad esempio, un investitore ha speso 580.000 Gwei, equivalenti a circa $24.000, solo per assicurarsi che la transazione raggiungesse il primo posto della coda.

Il protocollo di giustizia decentralizzata Kleros è stato il primo progetto a sperimentare una Interactive Initial Coin Offering. I contributori possono specificare un limite massimo per la sale; se il totale recuperato dalla startup/progetto supera tale cifra, l’Ether verrà loro restituito automaticamente. Ciò garantisce che a tutti venga data la possibilità di acquistare token a un prezzo che ritengono equo, o almeno questa è la teoria.

ISA

metronome logoLa Initial Supply Auction (ISA) utilizza un’asta di prezzo discendente, in cui il prezzo iniziale è intenzionalmente alto e diminuisce in modo incrementale verso il basso finché l’asta è aperta. Il prezzo non è mediato. I partecipanti dell’ISA ricevono i propri token quasi immediatamente dopo l’acquisto, al prezzo scelto. La peculiarità di questa alternativa alle ICO è che gli acquirenti hanno la possibilità di acquistare token alla cifra che ritengono equa. Un esempio di Initial Supply Auction è quella lanciata da Metronome.

Sono stati fatti vari tentativi per garantire a tutti la possibilità di partecipare a una crowdsale, tra cui l’IICO, l’Initial Supply Auction e le varianti della convenzionale ‘asta olandese’, in cui le offerte vincenti non vengono rivelate fino a quando la vendita non è conclusa. Il rischio di questi ultimi due metodi è che rischiano di essere percepiti come un meccanismo per aumentare le casse dell’azienda piuttosto che come un processo più democratico di crowdsale.

SAFT

everipedia logoUn Simple Agreement for Future Tokens (SAFT) fornisce un’alternativa per bypassare il rischio che i token venduti per un progetto in fase di sviluppo possano essere classificati come security. Per aggirare questo problema, gli investitori contribuiscono con fondi al progetto a condizione che riceveranno i propri token solo una volta che la rete è operativa e che i token sono utilizzabili. In questo modo la startup che ha avviato il SAFT beneficia del ricevimento del capitale necessario per poter sviluppare un particolare progetto. Non solo, gli investitori avranno la possibilità di vendere i propri token al pubblico in una data futura, una volta che la piattaforma avrà utilità.

Airdrop

La maggior parte delle ICO assegna una parte dei propri token per un’airdrop, ovvero un omaggio, indirizzati all’intera o ad una parte della comunità, nella speranza che questi individui diventino in futuro utenti stessi della piattaforma. Nel 2018 è prassi distribuire meno del 5% di token tramite un airdrop, ma esiste un approccio più audace: distribuire la maggior parte dei token in questo modo, mantenere una parte di riserva per il team e sperare che il mercato assegni valore al token una volta che viene tradato. Questo è il modello in fase di sperimentazione usato da Everipedia e una serie di altri progetti basati su EOS i cui token verranno distribuiti ai titolari di token EOS.

No ICO

L’alternativa definitiva all’ICO è di non lanciare alcuna ICO. Potrebbe sembrare stupido non fare un’ICO in un periodo di valutazioni multimilionarie per progetti blockchain (nel 99% dei casi in cui sono truffe belle e proprie, prive di ogni solidità e autorevolezza), ma in realtà è un modo molto migliore per allineare gli incentivi dei partecipanti. Bitcoin, Litecoin e Decred sono tutti esempi di reti che hanno iniziato la loro vita senza una ICO e, guarda caso, sono tra i progetti più democratici, sicuri, distribuiti e resilienti. Se la tua idea di token è realmente rivoluzionaria, non devi necessariamente ricorrere a un ICO: progettala e vedrai che gli utenti arriveranno.

Quali di queste alternative alle ICO pensi forniscano un modello di investimento più equo? Fatecelo sapere commentando qui sotto! 😉

Leggi anche: Alternative alla Blockchain

Riccardo Masutti
Autore

Sono un'imprenditore, ethical hacker e consulente di Blockchain/Bitcoin e Digital Marketing. Mi considero una persona intraprendente e molto determinata, faccio del learning transfer il mio punto di forza e questo spiega il perchè sono sempre interessato nelle nuove tecnologie ed innovazioni. Ho una mentalità Open-Source oriented, amo la crittografia e tengo molto alla sicurezza, sia relativa a Bitcoin ma non solo… Bitcoin user and miner since 2011.

4 Comments

  1. Bravo Riccardo, articolo molto interessante.
    e come dici alla fine, se davvero avete un’idea valida lavorate per realizzarla e poi chi crederà in voi arriverà.

  2. In base a quali dati affermi che Bitcoin, Litecoin e Decred sono tra i progetti più democratici e distribuiti?

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